Il restauro conservativo dopo il lungo abbandono



Villa Hagemann - 1888

Progetto ed evoluzione

La costruzione risponde al gusto neogotico, lo stile architettonico che riemerse in Italia a partire dalla seconda metà del secolo scorso, con cui l’avvocato Lorenzo Trebbi e suo fratello Cesare fecero realizzare, negli anni tra il 1888 ed il 1891, la loro casa di villeggiatura appena fuori le porte della città di Fano. Quando il 4 febbraio 1888 i due fratelli acquistarono un appezzamento di terreno con casa colonica posto nella zona di Monte Illuminato, tra Centinarola e Rosciano, erano probabilmente già spinti dal desiderio di realizzarvi una sorta di “piccolo maniero”. In base ad una registrazione catastale datata 26 marzo 1894 sappiamo che la nuova costruzione constava inizialmente di tre piani e nove vani divenuti, di lì a poco, undici in base ad uno stato dei cambiamenti approvato il 29 novembre 1899.

Salendo la strada che da Forcole porta a Monte Giove si incontra sulla destra, nella zona di Monte Illuminato Terzo, la Villa Omiccioli, meglio conosciuta col nome di Villa Hagemann, cognome del marito, in seconde nozze, di Elina Omiccioli che fece innalzare la Villa nel 1903 modificando un immobile già esistente. Probabilmente fu progettista della costruzione l'architetto Giuseppe Balducci, sposo in prime nozze della Omiccioli.... ➔


Il terremoto del 1930

Il lento declino

Venuto a mancare l’avvocato Lorenzo Trebbi nel marzo del 1901, quando ancora il suo progetto non era giunto a completa realizzazione, la casa venne venduta dalla vedova Camilla Pichi e da sua figlia Maria Trebbi al signor Virgilio Omiccioli che lo acquistò unitamente al terreno circostante (estendendosi per una superficie di tavole 58,21) al prezzo di lire 18.000. Il parco ospitava oltre ad un bel giardino all’italiana, una fontana con pesci colorati, una voliera con numerosi uccelli di diverse specie ed un campo da tennis posto a poca distanza dal cancello di accesso. Ingenti furono i danni che questa turrita residenza subì durante il terribile terremoto del 1930 causandone un lento ma progressivo declino.


Dicembre 1942

Villa Hagemann

Nel dicembre 1942 Elina Omiccioli decise di cedere l'intera struttura al dott. Flelmut Hagemann, col cui nome la villa è oggi conosciuta. Fu lo stesso dottore a ricostruire i vani danneggiati dal terremoto, modificandone in parte la precedente composizione e ricavandovi anche un ambulatorio privato, dotato di macchine raggi-X ed un'ampia biblioteca medica.
Durante la seconda guerra mondiale ospitò soldati dell'esercito americano, le cui lettere, testimonianze e fotografie sono state recuperate solo nel 2019.
Alla morte del Dott. Hagemann la villa rimase abbandonata per oltre 40 anni alla mercé di curiosi e vandali.


Il lungo restauro e la rinascita

Il bene fu acquistato nell'anno 2000 dall'attuale proprietà.
Sottraendo la Villa alle mire legate alla speculazione edilizia e contestualmente ai lavori di recupero architettonico e valorizzazione del contesto, fu deciso di conferire un fine economico al bene, nello specifico, ricettivo-ristorativo, permettendo così la visita e di viverne le bellezze.
Castello Montegiove Country House viene inaugurato nell'agosto del 2004.


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